La Romagna nell’Anfora con “AN so miga FORA”

Una contaminazione insolita ed estremamente suggestiva “AN so miga FORA” è un progetto nato nel 2013, come scambio culturale tra i viticoltori emiliano-romagnoli e i produttori georgiani di vino, detentori dei segreti dell’ancestrale metodologia di produzione di vino in anfora.

Oggi il progetto che vede coinvolti più di 15 produttori che vanno da Rimini a Bologna oltre ad un’acetaia del Reggiano, si propone di condividere sempre più i risultati ottenuti in questi sette anni mettendo sempre più in luce le caratteristiche e la qualità dei vini di un territorio, che spesso non viene esplorato dagli appassionati, nonostante la qualità dei suoi prodotti sia in grande crescita. Nel corso degli ultimi anni sono arrivati molti riconoscimenti da guide nazionali e internazionali che hanno dato punteggi molto alti a vini che probabilmente non erano neppure mai stati assaggiati. Due fra tutti il Vitalba di Tre Monti, e all’A di Villa Venti, recensiti da Wine Spectator.

Dagli albori del progetto una quantità di domande si accalca, anche tra gli stessi produttori: un contenitore può fare il contenuto? Come si può provare a coinvolgere un gruppo di produttori disomogeneo per filosofie produttive e per diversi modi di interpretare il prodotto vino? In che modo si può sviluppare un progetto di narrazione del territorio che divenga domani un progetto di marketing territoriale condiviso? E magari anche facendo emergere vini eccellenti, originali e adatti alle nuove richieste del mercato in un territorio sempre un po’ bistrattato per la sua qualità?

Uno dei produttori Francesco Bordini di Villa Papiano, ci racconta il progetto: “Questa “contaminazione” è nata da un istinto semplice: indagare in modo ancestrale i vitigni autoctoni della Romagna. Questa voglia di conoscere in profondità senza filtri né timori di protocollo i nostri storici vitigni ha portato un gruppo di vignaioli a misurarsi con le lunghe macerazioni sulle bucce e le fermentazioni spontanee in anfore georgiane di terracotta. Attori di questa avventura Albana, Trebbiano, Malvasia, Pignoletto, Rebola, Pagadebit, Centesimino e Sangiovese”.

In cosa si caratterizza la produzione del vino in anfora georgiana? Innanzi tutto, l’anfora georgiana ha la base a punta per cui è necessario creare sostegni ad hoc: qualche produttore si ingegna in supporti originali mentre altri utilizzano sempre-pieni inserendo l’anfora al centro e ponendo la terra attorno, in Georgia tradizione vuole che sia interrata.

Il punto comune è che si inserisce in anfora il mosto con una parte o tutte le bucce e la fermentazione parte per merito dei lieviti indigeni. Dopo di ché ogni produttore procede come meglio crede per sviluppare i propri vitigni. Ovvero ognuno dimentica il vino in anfora per un periodo variabile e, assaggiandolo spesso, decide quando separare le bucce e quando sia il momento giusto per imbottigliarlo. La vinificazione in anfora si svolge in ambiente ossidativo, caratteristica compensata dalla protezione delle bucce con il mosto, e dalla terra attorno al contenitore che contribuisce infatti a ridurne l’effetto negativo. I risultati di queste vinificazioni donano prodotti di grande integrità ed originalità. Fin dal primo anno abbiamo riscontrato una alta qualità dei vini, anche negli assaggi intermedi, e da qui è scaturito il vero progetto. Condividere anche gli albori dell’esperienza attraverso le degustazioni ricorrenti – il primo anno gli incontri sono stati mensili – ha permesso un effettivo scambio di esperienze e conoscenze. Per poter sviluppare una tale competenza ciascun produttore avrebbe dovuto sperimentare diversi vini per diversi anni. Si è così consolidato un gruppo compatto che ha sviluppato insieme un procedimento per loro finora sconosciuto. Ovviamente ognuno ha mantenuto la propria personalità e caratteristica adattando l’utilizzo del contenuto alle proprie attitudini.

Negli anni abbiamo capito che: il contenitore non può fare miracoli, per un vino di qualità serve uva di qualità e una vinificazione all’altezza; il contenitore può fare da grimaldello nella curiosità degli appassionati, li stimola ad assaggiare i vini e li avvicina alla conoscenza del territorio; il gioco di squadra porta sempre a grandi risultati.

Tanti nuovi progetti sono in cantiere, pronti a raccontare i territori, le persone e la loro passione per il vino di qualità. Seguiteci su www.tempidirecupero.it e per chi vuole vedere facce e protagonisti potete vedere il video del 2015 su Youtube https://www.youtube.com/watch?v=c0QMdKYOcIE . In più, se qualcuno volesse cimentarsi negli assaggi, può rivolgersi direttamente ai produttori date le quantità esigue di prodotto, oppure scrivermi a info@tempidirecupero.it

Ecco il gruppo dei produttori aderenti al progetto:

Aggiunti dal 2015

Si aggiungono nel 2017

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